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Trasporto pubblico al collasso, viaggio in metro Aversa Napoli le disavventure di un viaggiatore.

Aversa 13/06/2013

La situazione trasporti in Italia è al collasso, chi viaggia con il trasporto pubblico deve affrontare ogni giorno una vera e propria battaglia per raggiungere il posto di lavoro.
Oggi voglio raccontarvi la mia disavventura per andare da Aversa a Napoli per lavoro con la metropolitana.

Ore 16:15 mi incammino verso la metropolitana di Aversa centro, all’ingresso ci sono diversi cartelli che indicano un guasto ai distributori automatici e bisogna rivolgersi alle rivendite indicate, senza perdermi d’animo nonostante il ritardo per l’imprevisto mi sono incamminato verso un vicino bar ma purtroppo era sprovvisto di biglietti, ore 16:25 passo al secondo bar indicato che purtroppo aveva solo biglietti E2 direzione Caserta, mi chiedo a cosa servono biglietti per Caserta se la metropolitana finisce ad Aversa, molto contrariato lo prendo lo stesso preparandomi a litigare in caso di controllo.


Ore 16:40 all’ingresso della metro trovo anche alcuni tornelli guasti e decido di chiedere spiegazioni a due gentili addetti, gli stessi mi confessano che è un dramma e che questi problemi sono frequenti ma sono sono gli unici.

Ore 16:50 finalmente con un notevole ritardo sono in metro verso Napoli e quando finalmente arrico alla stazione di Piscinola mi rendo conto che i guasti trovati ad Aversa non sono un caso isolato, infatti anche quì le biglietterie automatiche sono ferme da tempo e i tornelli non vengono utilizzati lasciando passare tutti i viaggiatori per un varco lasciato aperto senza possibilità di verificare i biglietti.

Ore 17:30 finalmente arrivo a piazza Dante e mi incammino verso il mio appuntamento lavorativo e al primo punto vendita mi procuro i biglietti per il ritorno onde evitare altri problemi.

Mi chiedo a cosa servono le grandi opere come la TAV quando in Italia mancano i servizi di base??

Questa esperienza negativa mi ha confermato che non c’è più speranza di risollevare il paese con questa classe politica, del resto sono gli stessi che hanno creato i cronici problemi che oggi affliggono l’Italia.

Giuseppe Oliva

Multe degli ausiliari del traffico, milioni di multe a rischio per il mancato rispetto dei requisiti imposti dalla Bassanini-bis.

Aversa 01/06/2013

Strisce blu e multe elevate dagli ausiliari del traffico quante sono realmente valide e vanno pagate?

Dagli ultimi dati sembra che moltissime multe elevate dagli ausiliari del traffico sono illegittime a cause del mancato rispetto dei requisiti di Legge, in effetti la figura dell’ausiliare del traffico è regolamentata dall’art. 17 delle Legge 15 maggio 1997, n° 127 (Bassanini-bis).

La Bassanini-bis prevede che i comuni possano con apposita delibera conferire poteri di accertamento delle infrazioni al C.d.S. per le aree cosiddette strisce blu anche a personale dipendente comunale o dipendenti di società di gestione che abbiano ricevuto in concessione l’area oggetto della sosta a pagamento.

Gli ausiliari devono:

a) Essere dotati di tessere di riconoscimento e segnali distintivi

L’esigenza di immediata riconoscibilità per l’utenza stradale degli accertatori delle violazioni relative alla sosta od alle corsie riservate, rende necessario che questi siano dotati di una tessera di riconoscimento, che si può anche identificare con quella ordinariamente rilasciata dal Comune, dall’azienda, dalla società o dall’Associazione da cui dipendono e richiede, altresì, che la stessa sia esposta in modo ben visibile.

Per le stesse finalità occorre uno specifico abbigliamento distintivo, naturalmente diverso da quello indossato dal personale di polizia stradale previsto ai commi 1 e 2 dell’art. 12 C.d.S., costituito da una pettorina recante la scritta “Ausiliari del traffico”, unitamente ad un bollettario di accertamento e di preavviso di violazione.

b) Accertamento e contestazione

All’accertamento effettuato deve sempre seguire la redazione di un verbale di contestazione, ai sensi di quanto previsto dagli artt. 200 e 201 C.d.S. e con i contenuti indicati all’art. 383 del Regolamento di esecuzione e di attuazione. Copia dello stesso dovrà essere consegnata al trasgressore se presente al momento dell’accertamento o se sopraggiunto immediatamente dopo. Il verbale sarà comunque gestito direttamente dagli Uffici o Comandi di Polizia Locale e registrato secondo le regole del citato art. 383, comma 3 del Regolamento di attuazione.

c) Gestione dei verbali di contestazione

Tutta l’attività di gestione dei verbali, successiva alla loro redazione (notifiche, riscossione, trattazione ricorsi, messa a ruolo, ecc) è effettuata dagli Uffici o dai Comandi di polizia locale del comune in cui gli addetti operano. Ai predetti Uffici o Comandi compete anche un’attività di indirizzo, pianificazione e controllo degli accertatori ed una costante assistenza ed organizzazione del servizio da questi svolto.

Fin quì è quello che prevede la Legge, ma quanti comuni rispettano questi requisiti quando conferiscono i poteri di compilare i verbali agli ausiliari?

Da indagini svolte del Comitato Strisce Blu ne deriva un quadro completamente diverso, infatti molto spesso le aziende che ricevono in concessione l’area oggetto della sosta a pagamento non assumono gli ausiliari, ma stabiliscono dei contratti di collaborazione, il che fa decadere il primo fondamentale requisito, in altri casi le aree di sosta a pagamento non vengono date in concessione ma se ne affida la sola vigilanza, venendo così a mancare un’altro fondamentale requisito per far si che il verbale di contestazione sia valido.

In altri casi si arriva addirittura a far compilare agli ausiliari o presunti tali dei foglietti definiti genericamente “penaline”, peraltro non previste dal Codice della Strada, sulle quali si intima il malcapitato automobilista a pagare entro qualche giorno una cifra che va da pochi euro ma che nel peggiore dei casi può arrivare fino a 10 euro, queste “penaline” sono del tutto “illegali” come sancito dalla sentenza della Corte dei Conti del Lazio 888/2012 e non possono in nessun modo trasformarsi in verbali per sanzioni al C.d.S..

C’è anche da verificare come vengono gestiti gli incassi delle cosiddette “penaline”, visto che per le multe esiste l’art. 208 del C.d.S. che stabilisce i parametri di spesa ammessi dagli introiti delle multe, mentre per le “penaline” essendo un’invenzione di molti comuni non c’è controllo e questi incassi potrebbero finire per tappare i tanti buchi di bilancio che le amministrazioni hanno.

In Comitato Strisce Blu si impegna a relazionare la Corte dei Conti sulle irregolarità rilevate, che portano da un lato ad indebiti incassi da parte dei comuni, ma dall’altro si trasformano in pesanti perdite per il pagamento delle spese processuali per le sentenze sfavorevoli.

Giuseppe Oliva

Aversa sito del comune ancora una volta attaccato dagli Hacker, è la quarta volta solo quest’anno.

Aversa 21/05/2013

Ancora una volta il sito del Comune di Aversa è preso di mira dagli Hacker.

Il Comitato Strisce Blu già nel 2012 denunciò la scarsa sicurezza del sistema informatico, denunciando il pagamento di software per la sicurezza informatica che potevano essere scaricati dalla rete, purtroppo come sempre l’amministrazione all’epoca guidata dall’ex sindaco Ciaramella seppe solo dichiarare che il sistema informatico era adeguatamente protetto senza fornire nessuna spiegazione sui tipi di software utilizzati.

Alla fine tutti i nodi vengono al pettine ed evidentemente dopo essere stato attaccato per ben 4 volte nell’ultimo periodo significa che qualche falla ci deve pur essere.

Il Comitato Strisce Blu chiede all’amministrazione guidata dal Sindaco Sagliocco di aprire un’inchiesta per far luce su quanto sta accadendo.

Giuseppe Oliva

La banda del tombino colpisce anche ad Aversa.

Aversa 06/05/2013

La crisi sta facendo scendere sempre più gli obbiettivi dei ladri.

Da un po’ di giorni tra le provincie di Napoli e Caserta stanno avvenendo furti di tombini in ghisa e ferro, un fenomeno che ha anche provocato degli incidenti a causa delle asportazioni di griglie per lo scarico delle acque.

Anche Aversa non si salva da questi furti, infatti da qualche giorno nella piazza antistante il poliambulatorio sono stati asportati dei tombini, la zona è stata prontamente recintata dall’amministrazione, speriamo che il fenomeno venga arginato al più presto e vengano catturati i colpevoli.

Giuseppe Oliva

Aversa edificio a rischio crollo in pieno centro storico, il grido d’allarme dei residenti.

Aversa 23/04/2013


In pieno centro storico della città di Aversa riceviamo una segnalazione dei residenti di via P.M. Virgilio molto preoccupati per quel che resta di un edificio recintato da oltre 20 anni e che oggi più che mai è a rischio crollo.

Le immagini sono impietose e l’allarme sembra essere fondato, infatti l’asse che reggeva originariamente l’arco della finestra è marcito e consumato da un precedente incendio, inoltre le infiltrazione di acqua e la vegetazione cresciuta nelle crepe ne ha indebolito ancor di più la struttura.

Questo edificio è stato recintato oltre 20 anni fa e da allora nulla si è fatto per eliminare il pericolo, ormai i crolli nel centro storico sono frequenti, basta ricordare il più recente crollo di un’ala della chiesa nei pressi del Liceo Cirillo che ha portato alla chiusura della struttura scolastica per poter mettere in sicurezza l’area, ma ad oggi permangono i disagi provocati dalla chiusura della strada che porta da piazza Cirillo al Giudice di pace e a piazza Marconi.

I residenti di via P.M. Virgilio sono molto preoccupati e chiedono all’amministrazione di intervenire immediatamente per scongiurare una sicura ed imminente tragedia.

Giuseppe Oliva

Interessi del 10% su multe applicato da EQUITALIA è illegale, ritrovata una sentenza della Cassazione che lo prova.

Aversa 18/04/2013

Quanti di voi hanno mai letto con attenzione una cartella esattoriale per una multa?

Forse non tutti, ma è bene farlo visto che la Cassazione con la sentenza 3701 del 16 febbraio 2007 ha stabilito che il 10% ogni 6 mesi addebitato tramite il codice tributo 5243 applicato alle multe è illegale.

Eppure quasi tutte le cartelle esattoriali prevedono questa maggiorazione che spesso raddoppia il costo della multa, trasformando poche multe per mancato pagamento del grattino delle strisce blu ad esempio in un vero incubo.

Vogliamo chiedere alle istituzioni preposte al controllo di EQUITALIA di verificare se ciò è vero, visto che le cartelle esattoriali a rischio incasso sono almeno il 30% del totale.

Ancora una volta lo stato non mette in condizione i cittadini di pagare quanto dovuto, ma soprattutto ignora completamente i giudizi nei quali è stato condannato.

Già le procedure per ottenere informazioni sulle corrette notifiche sono una palese violazione del diritto alla difesa, visto che in caso di una cartella esattoriale di sollecito riferita ad una cartella precedente mai notificata si hanno solo 5 giorni per pagare altrimenti diventa esecutiva, ma provando a chiedere la documentazione che attesti la corretta notifica della prima cartella EQUITALIA si prende ben 30 giorni per rispondere.

A questo punto tocca giocare alla cieca, perchè o si attendono i 30 giorni sperando nella mancata notifica della precedente cartella che renderebbe nulla anche la seconda, oppure si incorre in ulteriori spese e forse anche il pignoramento dell’auto per non aver pagato entro i 5 giorni previsti.

Insomma una normativa da riformare al più presto per ristabilire il diritto alla difesa dei cittadini.

Giuseppe Oliva

Hacker, nuovo attacco al sito del comune di Aversa.

Aversa 15/04/2013

Hacker attaccano il sito del Comune di Aversa.

Già nel mese di marzo 2012 il sito fu attaccato, come documentammo in un nostro articolo al seguente indirizzo http://www.strisceblu.org/?p=2429 è possibile leggere l’articolo completo, articolo nel qualche chiedevamo al responsabile della sicurezza lumi in merito al software di firewall utilizzato, visto che da indiscrezioni ricevute sembra che il Comune utilizzi un software di distribuzione gratuita e del quale paga anche una forma di assistenza, purtroppo l’unica risposta che ci fu data all’epoca fu che il Comune era protetto adeguatamente protetto, ma con quale software no ci è mai stato comunicato.

Il Comitato Strisce Blu si chiede come sia possibile che certi episodi si verifichino di continuo, l’impressione è che ogni cosa che viene fatta ad Aversa deve essere ripetuta sempre due volte, come i lavori di rattoppo stradale o manutenzione in generale.

Speriamo che questa sia l’ultima volta visto che il sito del Comune è visitato ogni giorno da moltissimi utenti, ed è uno strumento fondamentale per acquisire informazioni e documenti.

Giuseppe Oliva

Aversa, il Comitato Strisce Blu aiuta l’amministrazione a recuperare 1.5 milioni di euro, ma in cambio riceve una denuncia per diffamazione.

Aversa 30/03/2013

Il Comitato Strisce Blu detiene la paternità di questa scoperta, visto che nel 2010 siamo stati i primi a rilevare che le società che gestiscono le strisce blu devono versare nelle casse comunali due tributi fondamentali come TARSU e TOSAP.

A seguito di quella importante scoperta inviammo una missiva all’ex Sindaco Ciaramella per chiedere l’applicazione della Legge visto che fino al 2010 l’amministrazione sembrava non conoscere questa normativa.

Il Sindaco ci rispose che i ruoli erano stati emessi regolarmente, ovviamente i ruoli dal 2001 al 2009 erano definitivamente persi a causa della prescrizione breve della quale godono questi tributi.

Ovviamente l’amministrazione pur non incassando nulla sia dalla ICARO che ha gestito le strisce blu dal 2001 al 2009 che dalla SMART che aveva vinto il nuovo appalto nel 2009, non ha mai pensato di annullare il contratto, andando così a generare 2 contenziosi che sono andati in eredità alla nuova amministrazione.

Questa è la dimostrazione che il Comitato Strisce Blu anche se con toni a volte forti e sarcastici ha sempre lavorato nell’interesse della collettività, purtroppo di contro l’ex Sindaco invece di sfruttare la nostra preparazione, che superava quella di molti dirigenti comunali pagati con fior di stipendi, pensò di denunciare il Presidente del CSB, Giuseppe Oliva per diffamazione a mezzo stampa, costringendo lo stesso ad affrontare un ingiusto processo.

Il Comitato Strisce Blu una volta appurato che l’amministrazione non aveva mai provveduto a riscuotere ne TOSAP e ne TARSU dalle società che hanno gestito le strisce blu sin dal 2001 inviò una denuncia per danno erariale alla Corte dei Conti della Campania, chiedendo di far luce sulle eventuali responsabilità a carico dei dirigenti.

Giuseppe Oliva

Strisce blu la loro collocazione non dovrebbe essere sulle strade demaniali.

Aversa 20/03/2013

Le tanto odiate strisce blu istituite sulle strade italiane potrebbero essere in contrasto con quanto previsto dalla costituzione Italiana visto che le stesse insistono sulle strade che sembrano appartenere al demanio.

Pubblichiamo questo articolo a firma di Orazio Fergnani che spiega in maniera precisa che le strade sono suolo demaniale e come tale non può essere dato in affitto o venduto a ditte private che a loro volta ne pretendono il pagamento per la sosta.

“ESISTE ANCORA IL DEMANIO STRADALE?
di Orazio Fergnani

Alle scuole superiori il mio professore di matematica e di fisica mi insegnò che per confermare una teoria bisognava porre una ipotesi, e da questa, in passi successivi, si doveva dimostrare l’enunciato e raggiungere una verità.

Voglio dimostrare che :

1) il Demanio stradale non esiste più;

2) la mistificazione e lo stravolgimento del diritto da parte degli amministratori è una costante;

3) le Amministrazioni periferiche dello stato:

a) a)sottraggono diritti a tutti i cittadini (1° disparità di trattamento fra cittadini);

b) premiano gli omittenti ed eludenti (2° disparità);

c) sanzionano i cittadini corretti (3° disparità);

d) discriminano i molti a vantaggio dei pochi (4° disparità).

4) Lo “Stato” (o meglio la quasi totalità dei suoi organi [deviati] schiavizzano tutti i cittadini.

DATA :

A) La Costituzione italiana

Art. 1 ….…La sovranità appartiene al popolo, …
Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, ….
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli ….., che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, ……
Art. 16 Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, ……..
Art. 97 I pubblici uffici sono organizzati …., in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.

B) Il Codice Civile Italiano

Art. 822 Appartengono allo Stato e fanno parte del Demanio pubblico …, le strade, le autostrade, …..
Art. 823 I beni che fanno parte del Demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi,….
Art. 824 I beni della specie di quelli indicati dal secondo comma dell’art. 822, …, sono soggetti al regime del Demanio pubblico.
Art. 825 Sono parimenti soggetti al regime del Demanio pubblico i diritti reali che spettano allo Stato, alle province e ai comuni …..
Art. 828 … …. I beni che fanno parte del patrimonio indisponibile non possono essere sottratti alla loro destinazione, ….

C) Legge Tognoli 122/89 : Disposizioni in materia di parcheggi, ………..

2. L’ art. 41 sexies della legge n. 1150/1942, è sostituito dall’Art. 41 sexies. – 1. Nelle nuove costruzioni …… …, debbono essere riservati appositi spazi per parcheggi in misura non inferiore ad un metro quadrato per ogni dieci metri cubi di costruzione”.
Art. 9.1. I proprietari di immobili possono realizzare .…, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti. . ….

5. I parcheggi realizzati ..… non possono essere ceduti separatamente dall’unità immobiliare alla quale sono legati da vincolo pertinenziale. I relativi atti di cessione sono nulli.
Art. 15 “d) stabilire con deliberazione del Consiglio comunale aree destinate al parcheggio sulle

quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere …, fissando le relative condizioni e tariffe”.

Ed ancora : “Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione …OMISSIS…. d), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze deve essere

autorizzato un adeguato parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo della sosta. ….
“Chiunque viola gli obblighi, i divieti e le limitazioni …… è punito con la sanzione pecuniaria amministrativa …..

SINTESI ED ANALISI

Premesso dunque che :

a. il Popolo è sovrano ed i titolari di tutti i diritti sono i cittadini italiani;

b. tutti i cittadini hanno pari dignità, sono uguali davanti alla legge ed è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza dei cittadini e gli uffici sono organizzati in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.

c. Ogni cittadino può circolare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale;

ED ANCORA,

d. Le strade fanno parte del Demanio pubblico, prioritariamente per definizione destinate al transito delle persone e delle merci;

e. I beni del Demanio sono inalienabili, non possono essere sottratti alla loro destinazione (cioè il transito, e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi (neanche dei Comuni e meno che mai dei loro concessionari o pseudo appaltatori);

f. La legge Tognoli afferma che i privati devono riservare ed asservire superfici vincolate a parcheggio pari circa ad un terzo del costruito, aree invendibili separatamente dalle abitazioni;

g. la Tognoli afferma che si possono dare in concessione aree demaniali destinate al traffico (come le banchine stradali);

PRIMO VULNUS AL DIRITTO DEL POSSESSO DEMANIALE :

Non si può asservire un bene del Demanio ad una funzione che non sia la loro destinazione originaria, lo si può fare semmai dopo le laboriose procedure di sdemanializzazione (se ne ricorrono i presupposti). Sarebbe da indagare se mai nessun Comune italiano abbia mai attuato tale procedura.

Del resto il D.P.R. 285/92 e successivi sono chiarissimi in fatto di pertinenze e spazi asserviti alle strade (tutte le strade, anche quelle cittadine).

Riscontro oggettivamente che lo Stato rinuncia a far rispettare le leggi e sanzionare chi non le osserva, e soprattutto punire chi non le fa osservare.

Al contrario, e in violazione di legge, le Amministrazioni dello Stato:

1) permettono ai Sindaci il lassismo o l’ incompetenza attuale che tralasciano i dovuti controlli;

2) permettono ai privati di sorvolare sull’obbligo alla costruzione o al reperimento di superfici dei parcheggi auto;

3) o qualora costruiti con destinazione a parcheggio successivamente vengono venduti illecitamente come magazzini o “meglio ancora come negozi” al quadruplo o più del valore del posto auto;

4) altrimenti non si spiegherebbe perché mai a distanza di oltre vent’anni le strade anche di notte sono ingombre di auto (suppongo di gente che abita e dorme nei dintorni);

5) come sia stato possibile ai Sindaci appropriarsi di aree, le strade con relative sedi e carreggiate (Art. 3. Definizioni stradali e di traffico …. Comma 46 – Sede stradale: superficie compresa entro i confini stradali. Comprende la carreggiata e le fasce di pertinenza ) che erano e sono del Demanio e tolte alla loro destinazione originaria ed univoca (in barba anche al D.P.R. 285/92);

6) per poi darle in concessione ad un privato togliendole alla loro destinazione originaria di pubblica via (un po’ come sfrattare il legittimo proprietario di un appartamento per poi immediatamente riaffittarselo….. tipo i mafiosi delinquentastri di Tor Bella Monaca);

7) e quindi in seguito alle incongrue ed improprie lamentele e rimostranze dei residenti (che di nulla dovevano lamentarsi, ma semplicemente adempiere agli obblighi di legge, farsi i garages!), i Sindaci per ulteriore lassismo ed incapacità, o molto peggio….., invece di sanzionare adeguatamente gli omissivi residenti…. li esentavano dal pagamento del ticket dei parcheggi (infinite volte abusivi).

NE DERIVA CHE

A) Le Amministrazioni hanno privato i cittadini italiani del Demanio stradale indebitamente ed illegittimamente sottratto alla loro libera fruizione;

B) Le Amministrazioni hanno omesso il controllo sulle costruzioni dei parcheggi, sulle destinazioni d’uso;

C) I notai hanno stipulato inquantificabili atti illegittimi permettendo la vendita di aree vincolate separatamente;

D) Le Amministrazioni si sono vendute la Fontana di Trevi, nel senso che il Demanio stradale non è e non era dei Comuni, Comuni i quali hanno “concesso” il diritto di superficie che non era loro ad altri;

E) Togliendo le pertinenze delle strade demaniali alla loro naturale destinazione, ad esempio la superficie di arresto, per cui se qualcuno transitando su una qualche strada “concessa” ha la necessità impellente di arrestarsi lo può fare, …..se trova il posto, e solo pagando il pedaggio (ma non era libera la circolazione sul territorio italiano?) su una superficie demaniale che fino a prova contraria è sempre dei cittadini italiani (fino a sdemanializzazione avvenuta, se mai sarà accettata?);

F) Che dire della disparità di trattamento da parte dei Comuni a vantaggio dei cittadini residenti; residenti che siccome si sono comportati così bene i vari Sindaci li hanno premiati esentandoli dal pagamento del ticket di parcheggio;

G) Infine sfido chiunque a mostrare a me ed ai cittadini romani dove sono le parti della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze dove deve essere autorizzato un adeguato parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo della sosta.

H) Non voglio intorbidire ulteriormente le acque tirando in ballo i controllori del traffico, ma anche lì ci sarebbe molto (tutto) da eccepire.

Questo è il concetto del Diritto oggi corrente presso l’ Amministrazione Pubblica.

Questo è il concetto della Libertà oggi corrente presso l’ Amministrazione Pubblica.

Questo è il concetto della Democrazia oggi corrente presso l’ Amministrazione Pubblica.

Ma oggi so per certo che tutto questo non è un casuale cumulo di idiozie, incompetenze, incongruenze, illegalità messe in atto ed accatastate le une sulle altre da una miriade di “homuncoli chiamati a scelte più grandi di loro…. Questo fa parte di un progetto intenzionale, programmato nei minimi dettagli, ben più ampio, nazionale e globale per ricondurre gradualmente, nel silenzio più completo e nella calma apparente, la vita di tutti i cittadini alla sottrazione più assoluta di ogni minimo diritto, allo svuotamento delle “sovranità” conquistate a prezzo dei sacrifici e del sangue dei nostri padri, fino a giungere al vuoto pneumatico della Costituzione, del Codice Civile, delle leggi, del Parlamento, dei Partiti ed alla schiavitù più assoluta.

E’ ora di dire basta allo scempio, alle truffe, ai furti, agli scippi messi in atto dagli organi istituzionali in danno dei CITTADINI.

Orazio Fergnani”

Speriamo che il nuovo scenario politico possa mettere mano a questa delicata questione, visto che nel frattempo i comuni ne approfittano per ingrassare le casse dei privati che gestiscono le strisce blu e le casse comunali con milioni di multe forse illegittime.

Ma i politici si rendono conto chi gli Italiani non riescono più a pagare neanche l’assicurazione obbligatoria, figuriamoci l’esorbitante prezzo del parcheggio nelle strisce blu.

Giuseppe Oliva

La Cassazione riabilita il capitano delle guardie zoofile Saverio Mazzarella.

Aversa 19/03/2013

Saverio Mazzarella comandate delle guardie zoofile della L.I.D.A. sez. di Aversa si era visto bloccare i decreti che gli davano il titolo ad operare come guardia zoofila dopo il sequestro del parco Pozzi di Aversa, una vicenda che aveva gettato molte ombre sull’affettiva autorizzazione ad operare la chiusura del più grande polmone verde della città, sequestro al quale il Comitato Strisce Blu diede risalto attraverso il suo blog e canale youtube visto che avevamo costatato una effettiva pericolosità dell’intera area.

Sicuramente grazie a quella chiusura l’amministrazione guidata all’epoca dal Dott.re Ciaramella fu costretta ad operare una immediata bonifica dell’area che risultava inquinata e pericolosa.

Riportiamo alcuni video che mostravano lo stato dei luoghi durante le fasi del sequestro e le condizioni del parcheggio annesso al parco.

La chiusura del parco creò molte lamentele da parte dei cittadini, che si trasformò in apprezzamenti solo successivamente alla riapertura del parco e la relativa bonifica alla quale l’amministrazione fu condannata dalla Procura.

Poco importa se dai verbali del nucleo operativo ecologico risulta che il parco era idoneo alla fruizione al pubblico e nulla di quanto fotografato e ripreso come prova era stato rilevato, la verità i cittadini la conoscevano molto bene e i video pubblicati su youtube mostrano l’unica verità possibile.

Oggi ci perviene un comunicato stampa da parte del comandante delle guardie zoofile Saverio Mazzarella che pubblichiamo con piacere, visto che la sentenza della Cassazione contenuta all’interno sembra riabilitarlo a pieno diritto in tutte le sue funzioni, compreso eventuali sequestri di zone a rischio per i cittadini come avvenne per il parco Pozzi.
Fonte: Saverio Mazzarella comandante guardie zoofile della L.I.D.A.
“RAPPORTO STAMPA
LA CORTE DI CASSAZIONE DI ROMA DA’ RAGIONE A SAVERIO MAZZARELLA, COMANDANTE DELLE GUARDIE ZOOFILE L.I.D.A., E CONFERMA ANCORA UNA VOLTA CHE EGLI E LA SUA SQUADRA SONO AGENTI/UFFICIALI DI POLIZIA GIUDIZIARIA ED OPERANO PER CONTO DEL MINISTERO DELL’ AMBIENTE, DELLA SALUTE E DEL FARMACO VETERINARIO. RETROCEDONO LE AZIONI DIFFAMATORIE CHE HANNO PORTATO IL COMANDANTE DELLE GUARDIE AD ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DALLA PROCURA SAMMARITANA PER USURPAZIONE DI TITOLO E FALSO NEL MESE DI FEBBRAIO DEL 2013.
Infatti, dopo la vicenda del sequestro del parco pozzi di Aversa, area di 80 mila mq circa, il Comandante delle Guardie Zoofile si è visto bloccare il proprio servizio dalle istituzioni per motivi inesistenti, tanto da far intervenire la Corte di Cassazione di Roma che dichiara nella sentenza che segue il Mazzarella Saverio è un Pubblico Ufficiale nel pieno esercizio delle sue funzioni di Polizia Amministrativa e Giudiziaria Ambientale. Questa sentenza rivoluziona a carattere nazionale relativa ai dubbi della posizione giuridica di tutte le Guardie Volontarie d’ Italia. Chiarito questo inequivocabilmente, vogliate divulgare a mezzo stampa questa notizia, ringraziandoVI anticipatamente. Grazie.”

Giuseppe Oliva
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LE GUARDIE ZOOFILE NOMINATE DAL PREFETTO AI SENSI DELLA LEGGE 189/2004 NON ESPLETANO SOLTANTO VIGILANZA SUGLI ANIMALI DA AFFEZIONE. LEGGETE QUESTA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE EMESSA IN FAVORE DEL RESPONSABILE DELLE GUARDIE L.I.D.A. SAVERIO MAZZARELLA:
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Camera di consiglio
Dott. FERRUA Giuliana – Presidente – del 18/05/2011
Dott. FIALE Aldo – Consigliere – SENTENZA
Dott. MULLIRI Guicla – rel. Consigliere – N. 1001
Dott. SARNO Giulio – Consigliere – REGISTRO GENERALE
Dott. ANDRONIO Alessandro M. – Consigliere – N. 46431/2010
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
P.M. c/o Trib. Di S. M. Capua Vetere;
nel proc. c/o:
Scoppetta Romeo Salvatore indagato art. 544 c.p., comma 3;
avverso l’ordinanza del Tribunale per il Riesame di S.M. Capua Vetere in data 3.11.10;
Sentita la relazione del cons. Guicla Mulliri;
Sentito il P.M. nella persona del P.G. dr.ssa FODARONI Maria Giuseppina che ha chiesto il rigetto del ricorso.
OSSERVA
1. Provvedimento impugnato e motivi del ricorso – Con l’ordinanza oggetto di ricorso, è stata accolta, dal Tribunale competente, la richiesta di riesame avanzata dall’indagato Scoppetta avverso il provvedimento di sequestro di alcuni animali esotici (un pitone, tre iguane, alcune testuggini ecc.) a lui appartenenti e che è accusato di averli detenuti in cattive condizioni non adeguate alle loro caratteristiche. Per l’effetto, gli animali sono stati dissequestrati e restituiti all’avente diritto.
Avverso tale decisione, ha proposto ricorso il P.M. deducendo erronea applicazione della legge penale. Si sostiene, infatti, essere erronea l’affermazione del Tribunale per il Riesame secondo cui gli operanti della Polizia zoofila appartenenti alla LIDA (Lega italiana Diritti Animali) di Aversa non sarebbero stati legittimati ad operare il sequestro di loro iniziativa in quanto non rivestenti la qualifica di agenti di Polizia Giudiziaria.
Ribatte il ricorrente che gli operanti sono guardie giurate nominate con decreto della Provincia. Inoltre, la LIDA è associazione di volontariato riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con decreto del 26.5.07 e, dalla qualità di guardia giurata, discende la legittimazione ad esercitare attività di polizia giudiziaria così come affermato anche dalla 4^ sez. del Consiglio di Stato con decisione del 24.10.97 n. 1233.
Il ricorrente confuta anche l’ulteriore argomento del Tribunale secondo cui, in ogni caso, non avrebbe potuto essere effettuato il sequestro perché la L. 20 luglio 2004, n. 189, art. 6, comma 2 restringe la competenza delle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute (nel vigilare sul rispetto delle norme relative alla protezione degli animali) ai soli animali “da affezione”. Si fa, infatti, notare che il concetto di “animale da affezione” non è dato normativamente e non vi è ragione di restringerlo immotivatamente anche alla luce dell’evoluzione dei costumi.
Il ricorrente conclude per l’annullamento dell’ordinanza impugnata. 2. Motivi della decisione.
Il ricorso è fondato.
Per quel che attiene alla qualifica di agente di P.G. il problema specifico degli agenti della LI.DA, è risolto dalla disposizione evocata dal ricorrente che ricorda come la LIDA sia associazione di volontariato riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con un decreto, quello del 26.5.07, che, in tal modo, ha avallato la norma provinciale istitutiva di tale organo che recita: “ai sensi dell’art. 128 Cost., sono trasferite alle province le seguenti funzioni e compiti amministrativi: a) il riconoscimento della nomina a guardia giurata degli agenti venatori dipendenti dagli enti delegati dalle regioni e delle guardie volontarie delle associazioni venatorie e protezionistiche nazionali riconosciute, di cui alla L. 11 febbraio 1992, n. 157, art. 27″.
Vi è da soggiungere che il tema della qualifica degli operanti delle guardie zoofile in genere registra diversi precedenti di questa stessa sezione di segno opposto. Nel contrasto di opinioni, tuttavia, ritiene il collegio che sia da ritenere preferibile la soluzione assunta da Ultimo da Sez. 3, 2.2.06 (Lancellotti, Rv. 233561; v. anche Sez. 6, 13.4.94, Ranelli, Rv. 199518; contra: Sez. 3, 9.4.08, Lovato, Rv. 240231).
La erroneità dell’ordinanza impugnata riguarda anche il secondo argomento relativo agli animali da affezione.
Ed infatti, la lettura che viene data della L. 20 luglio 2004, n. 189, art. 6, comma 2 è esattamente contraria al tenore letterale della norma. La circostanza che la disposizione dica “anche”, con riferimento agli animali da affezione, è, infatti, estensiva. La norma recita: la vigilanza sul rispetto delle presente legge e delle altre norme relative alla protezione degli animali è affidata anche, con riferimento agli animali da affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli artt. 55 e 57 c.p.p., alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute”. Detto in altri termini, perciò, il fatto che la disposizione, nell’opera di protezione degli animali, estenda il raggio di competenza delle guardie volontarie giurate di cui trattasi anche ai cd. animali da affezione produce un effetto ampliativo e non certo restrittivo della loro competenza.
A tale stregua, è a fortiori implicita la facoltà di intervento delle guardie di cui si discute per animali come quelli oggetto del sequestro (che, pur dando atto di una certa tendenza al mutamento dei gusti, non possono di norma essere ricompresi nell’alveo degli animali da affezione in quanto in tale categoria rientrano esclusivamente gli animali domestici o di compagnia con esclusione della fauna selvatica – Sez. 3, 9.4.08, Lovato, Rv. 240231). La decisione impugnata è, quindi, censurabile per erronea applicazione della legge nei termini appena enunciati e, per tale ragione, deve essere annullata con rinvio degli atti al Tribunale di S. Maria Capua Vetere, per nuovo esame.
P.Q.M.
Visto l’art. 615 e ss. c.p.p.;
annulla l’ordinanza impugnata con rinvio, per nuovo esame, al Tribunale di S. Maria Capua Vetere.
Così deciso in Roma, nella udienza, il 18 maggio 2011. Depositato in Cancelleria il 19 luglio 2011

Aversa slalom tra buche e paletti, ma la sicurezza dove sta?

Aversa 14/03/2013

Aversa come molte città italiane soffre di una carenza di manutenzione stradale, gli effetti sono evidenti sull’intera rete stradale.

In particolare viale Europa sta letteralmente affondando sotto il peso del traffico veicolare, traffico soprattutto quello pesante che ad Aversa non potrebbe neanche entrare, infatti la delibera 157 del 2009 identifica l’intero territorio comunale in zona di particolare rilevanza urbanistica.

Nelle ZPRU vi sono dei forti limitazioni alla circolazione veicolare, come imporre un limite di 30Km/h, segnalare l’inizio e la fine della ZPRU con appositi cartelli e ancora divieto di transito per automezzi con peso superiore ai 35 q.li ed infine imporre una limitazione di transito in molti casi anche ai non residenti.

Oggi a distanza di 4 anni dalla pubblicazione di quella delibera possiamo affermare con forza che nessuno di quei provvedimenti sono è stato preso, ma evidentemente all’amministrazione non interessava salvaguardare il territorio ma solo evitare di realizzare stalli di sosta gratuiti in congruo numero rispetto a quelli a pagamento come più volte denunciato dal Comitato Strisce Blu.

Oggi l’amministrazione si trova di fronte ad una grave omissione che sta riducendo la città ad un colabrodo con varie situazioni di emergenza molto evidenti, come in piazza Municipio, dove con l’ordinanza n° 83 del 13/03/2013 si è dovuto imporre con urgenza il divieto di transito e sosta per i pullman e camion che superano i 35 q.li che nel tempo hanno causato un evidente cedimento della sede stradale.

E’ evidente che la mandata applicazione degli obblighi derivanti dalla delibera 157 costeranno ai cittadini un bel pò di soldi per ripristinare le strade distrutte dal traffico fuori controllo.

Il Comitato Strisce Blu chiede con forza all’amministrazione di verificare eventuali responsabilità dei dirigenti in merito alle omissioni denunciate, inoltre si chiede l’immediata applicazione di tutti gli strumenti urbanistici idonei alla conservazione delle zone di particolare rilevanza urbanistica.

Giuseppe Oliva

Aversa sicurezza stradale in alto mare, il cordolo di via Andreozzi non è più fissato.

Aversa 06/03/2013

Ad Aversa la sicurezza stradale non viene rispettata.

Buche, avvallamenti, marciapiedi dissestati e cordoli pericolosi minano ogni giorno la sicurezza di pedoni e automobilisti.

Il cordolo installato in via Andreozzi ormai non è più fissato a terra da tempo, e aspetta una sistemazione che non ai sa quando si farà, i suoi pezzi vagano per l’intera sede stradale mettendo in pericolo l’incolumità di chi percorre questa importante arteria.

Il Comitato Strisce blu chiede all’amministrazione un immediato intervento per ripristinare il cordolo o meglio ancora installare uno in gomma, ancora meglio sarebbe eliminarlo completamente e far rispettare il divieto di sosta con rimozione per i trasgressori.

Giuseppe Oliva

Aversa strisce blu senza grattini da marzo scatta la multa, ma chi compilerà i verbali?

Aversa 27/02/2013

Dopo anni di battaglie il Comitato Strisce Blu ottiene la corretta applicazione del C.d.S. e finalmente la penalina inventata dal comando di polizia municipale di Aversa cessa di esistere, ma le grane per l’amministrazione non sono finite.

Infatti allo stato attuale gli ausiliari che operano ad Aversa da agosto del 2012 non avrebbero il titolo giuridico per compilare i verbali, almeno secondo quando prevede la legge Bassanini che, all’Art. 17 comma 132 Legge 127/1997 recita testualmente “i comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta ai dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione”, ma in questo momento gli ausiliari non sono ne dipendenti comunali ne dipendenti di una ditta che ha ricevuto in concessione l’area oggetto della sosta a pagamento.

Di questa norma ne è a conoscenza anche il comandante della polizia municipale, infatti lo stesso la cita nella delibera di giunta n° 46 03.03.2012, come riportiamo di seguito.

Allo stato attuale gli ausiliari del traffico che operano ad Aversa fanno capo alla cooperativa AZZURRA che non è ne dipendente comunale ne ha ricevuto in concessione l’area oggetto della sosta a pagamento, infatti nessun bando di gara è stato espletato per dette aree e il comune non percepisce nessun canone, praticamente pare che gli è stato affidato solo il compito di
vigilare su chi ha o non ha il grattino.

L’unica soluzione giuridicamente valida e che eviterebbe una valanga di ricorsi e spese a danno dell’amministrazione potrebbe essere quella di far intervenire i vigili in caso sia necessario elevare un verbale, del resto anche la normativa sulla privacy impedirebbe agli ausiliari così come operano ora di chiedere i documenti per identificare il trasgressore e notificargli l’atto.

Insomma una situazione che è ben lontana dall’essere a norma, ma le strisce blu Aversane ci hanno abituato a questo ed altro.

Giuseppe Oliva

Aversa invasione di telecamere, ma quante funzionano veramente?

Aversa 02/02/2013

Aversa si doveva trasformare nel grande fratello con l’installazione di ben 140 telecamere di controllo, questo almeno a leggere gli annunci fatti nel 2009 dall’ex Sindaco del PDL e dall’allora Assessore al ramo Della Valle.

Certo che in una città di appena 8 kq installare e controllare 140 telecamere è un progetto colossale, considerato anche il poco personale a disposizione, ma soprattutto il fatto che il comando di polizia municipale, dove confluiscono tutte le immagini cessa il servizio alle 21:00.

Il problema è capire quante di queste telecamere funzionano, visto che è un dato certo che le telecamere annunciate da Della Valle nel 2008 ed installate in via Corcioni non erano e sembra che non lo sono ancora collegate alla rete elettrica, e bisogna anche capire se le stesse furono pagate.

A conferma che le telecamere in via Corcioni non funzionavano ci sono anche le dichiarazioni fatte a luglio del 2009 da Della Valle, come si può leggere in questo articolo pubblicato sul sito di Pupia.

Ci sembra quindi strano che oggi il consigliere Della Valle pare non conoscere i problemi di malfunzionamento, è addirittura vuole sapere quali fondi sono stati impegnati per la l’installazione delle telecamere quando è lui stesso a dichiarare che i fondi furono recuperati dagli introiti delle multe.

Insomma una vicenda che va chiarita al più presto, visto che i soldi pubblici impegnati in progetti del genere non possono essere sprecati con tanta superficialità.

Giuseppe Oliva

Aversa multe nelle strisce blu a rischio validità.

Aversa 29/01/2013

Le sanzioni elevate nelle strisce blu per mancata esposizione del grattino o per grattino scaduto inviate dal comando di polizia municipale di Aversa sembrano non essere conformi alle prescrizioni del Codice della Strada.

Lart. 200/201 del C.d.S. detta chiaramente le regole da seguire per le sanzioni, ma il comando della polizia municipale sembra ignorare i dettami del Codice della Strada e segue un suo metodo che potrebbe costare molto caro al Comune di Aversa innescando una valanga di ricorsi.
Il Comitato Strisce Blu ha interpellato sia il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che i propri consulenti, che hanno confermato le irregolarità.
Per meglio comprendere come le regole, pubblichiamo quello che è l’unico modello di verbale conforme al Codice della Strada, e che deve essere compilato dall’ausiliare del traffico o dal vigile urbano al momento dell’infrazione.


Fonte: OVERLEX
“La parte del procedimento sanzionatorio destinata all’applicazione ed all’esecuzione della sanzione amministrativa pecuniaria si apre attraverso l’articolo 200 Codice della Strada.

Innanzitutto c’è da dire che il verbale di contestazione o di accertamento ex articolo 200 Codice della Strada deve essere considerato come un atto recettizio. Ciò sta a significare che si tratta di un atto che acquista validità ed efficacia allorquando venga portato a conoscenza dei destinatari. Il verbale in oggetto è un atto pubblico ex articolo 2699 codice civile e ad esso deve riconoscersi l’efficacia di piena prova fino a querela di falso. Il verbale di accertamento dell’infrazione fa piena prova, fino alla querela di falso, con riferimento ai fatti attestati dal pubblico ufficiale così come avvenuti in sua presenza e conosciuti nell’esercizio delle proprie funzioni senza alcun margine di apprezzamento. Inoltre, il verbale attesta la provenienza del documento dallo stesso pubblico ufficiale che lo ha redatto 1 ed alle dichiarazioni delle parti.

Tuttavia, a mio parere, il verbale non fa fede fino a querela di falso di tutto ciò che il pubblico ufficiale non sia stato in grado di osservare e percepire direttamente in prima persona. Con questo intendo riferirmi a quello che il pubblico ufficiale abbia percepito con dei margini di ragionevole e probabile incertezza oppure a ragionamenti logico-deduttivi. Solo per fare un esempio, si pensi a tutte quelle violazioni al Codice della Strada dovute a dinamiche di veicoli in movimento.

L’articolo 200 C .D.S. al primo comma recita: “La violazione, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta”. Il comma in esame costituisce una chiara forma di garanzia per il contravventore poiché gli consente di poter esporre tutte le proprie ragioni nell’immediatezza del fatto e di fare, così, inserire nel verbale anche le sue eventuali dichiarazioni scritte.

In tale comma è stata inserita una norma primaria che può ammettere alcune e limitate deroghe solo in alcuni casi previsti dall’art. 201, comma 1bis, C.D.S 2.

Al secondo comma il medesimo articolo precisa che: “Dell’avvenuta contestazione deve essere redatto verbale contenente anche le dichiarazioni che gli interessati chiedono che vi siano inserite. Nel regolamento è indicato il relativo modello”.

Nella realtà operativa dei servizi di Polizia Stradale (ex art. 12 C .D.S) spesso i trasgressori non rilasciano dichiarazioni per cui l’ipotesi sopraccitata non è sempre verificabile nei casi concreti.

Di estrema importanza è l’articolo 200, comma 3°, Codice della Strada che impone agli agenti accertatori di consegnare una copia del verbale al trasgressore e, qualora fosse presente, alla persona obbligata in solido. Infine, l’ultimo comma dell’articolo 200 impone agli operatori di polizia stradale di consegnare senza ritardo la copia del verbale di accertamento all’ufficio o comando da cui dipende l’agente accertatore.

È fondamentale, nel corso di questa trattazione, precisare che le abrasioni, le correzioni e le alterazioni sul contenuto del verbale, che non siano riconducibili a meri errori materiali, possono essere in grado di esporre l’autore del verbale a gravi conseguenze soprattutto di natura penale e non solo; infatti, possono comportare anche conseguenze disciplinari, contabili ed amministrative.

Per completezza espositiva mi accingo ad elencare tutti gli elementi che deve contenere il verbale di contestazione, a norma dell’articolo 383 D.P.R. 495/1992. Pertanto, il suddetto verbale deve necessariamente contenere:

a) l’indicazione dell’ora, del giorno e della località dove la violazione è stata posta in essere;

b) le generalità del trasgressore, la sua residenza ed in alcuni casi anche l’indicazione del proprietario del veicolo, o del soggetto solidale;

c) gli estremi della patente di guida (data del rilascio e di scadenza, categoria);

d) la targa di riconoscimento con il tipo di veicolo;

e) la sommaria esposizione del fatto;

f) l’enunciazione in forma concisa del tipo di norma violata;

g) le eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l’inserzione;

h) l’indicazione, se previsto, dei punti da decurtare;

i) le precise modalità per addivenire al pagamento in misura ridotta, quando consentito, specificando l’esatto ammontare della somma da pagare;

l) l’ufficio o il comando presso il quale il pagamento può essere effettuato ed il numero di conto corrente postale o bancario da utilizzare per estinguere l’obbligazione;

m) l’autorità competente a ricevere ed a decidere il ricorso;

n) la firma autografa del pubblico ufficiale verbalizzante, salvo l’ipotesi di produzione dell’atto da parte del sistema informativo computerizzato;

o) la firma del trasgressore oppure il suo eventuale rifiuto di firmare.

Fra tutti questi elementi sopraccitati costituiscono, invece, vere e proprie cause di invalidità del verbale di contestazione:

- la mancata oppure l’erronea indicazione dell’autorità competente a decidere il ricorso;

- la mancata o l’inesatta ed erronea indicazione dell’esposizione dei fatti;

- l’inesatta, l’erronea oppure la mancata indicazione delle modalità di estinzione mediante pagamento in misura ridotta.

In conclusione, preciso che la lettura dell’articolo 200 C .D.S. si deve coordinare, necessariamente, proprio con quella dell’articolo 383 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 che qui di seguito riporto integralmente:

Art. 383 D.P.R. 16/12/1992 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della Strada)

(Contestazione – Verbale di accertamento)

Il verbale deve contenere l’indicazione del giorno, dell’ora e della localita’ nei quali la violazione e’ avvenuta, delle generalita’ e della residenza del trasgressore e, ove del caso, l’indicazione del proprietario del veicolo, o del soggetto solidale, degli estremi della patente di guida, del tipo del veicolo e della targa di riconoscimento, la sommaria esposizione del fatto, nonche’ la citazione della norma violata e le eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l’inserzione.

L’accertatore deve inoltre fornire al trasgressore ragguagli circa la modalita’ per addivenire al pagamento in misura ridotta, quando sia consentito, precisando l’ammontare della somma da pagare, i termini del pagamento, l’ufficio o comando presso il quale questo puo’ essere effettuato ed il numero di conto corrente postale o bancario che puo’ eventualmente essere usato a tale scopo. Deve essere indicata l’autorita’ competente a decidere ove si proponga ricorso.

I verbali devono essere registrati cronologicamente su apposito registro da cui risultano i seguenti dati: numero di registrazione, data e luogo della violazione, norma violata, cognome e nome del trasgressore e del responsabile in solido, tipo e targa del veicolo, esito della procedura sanzionatoria. Il numero di registrazione deve essere progressivo per anno solare.

Il verbale deve in genere essere conforme al modello VI.1 allegato, che fa parte integrante del presente regolamento; se redatto con sistemi meccanizzati o di elaborazione dati, deve riportare le stesse indicazioni contenute nel modello.

Avv. Alessandro Amaolo
www.avvocatoamaolo.com”

A questo punto invitiamo tutti coloro che venissero raggiunti da un verbale meccanizzato emesso dalla polizia municipale di Aversa a verificare i presupposti di legittimità, richiedendo copia del verbale in firma autografa che deve corrispondere a quanto previsto dal Codice della Strada, in caso contrario non esitata a contattarci, alla mail g.oliva@strisceblu.org oppure telefonando allo 0245074481, la nostra segreteria vi darà tutte le informazioni utili a presentare ricorso.

Giuseppe Oliva

Aversa via Atellana, l’asfalto usurato e la piaggia provocano un nuovo incidente.

Aversa 28/01/2013

Via Atellana ad Aversa si sta guadagnando a pieno titolo l’appellativo di strada della morte, in effetti gli incidenti segnalati dai cittadini e stranamente non segnalati dalla stampa locale, stanno preoccupando non poco i residenti e chi percorre questa importante strada.

In questi anni le segnalazioni dei problemi relativi alla sicurezza di via Atellana sono state girate più volte anche al comando di polizia municipale, ma le risposte sembrano essere molto distanti dalla realtà, in una mail fatta pervenire al Sig. G.M., residente proprio nella curva dove avvengono gli incidenti, il tenente Mezzacapo afferma che la strada è sicura e l’asfalto è ancora in buone condizioni.

Affermazioni smentite dall’elevato numero di incidenti che avvengono quasi quotidianamente e comunque aumentano in caso di pioggia.

Pubblichiamo le foto dell’ennesimo incidente avvenuto il 28/01/2013, la dinamica è quasi sempre la stessa, speriamo che questa amministrazione prenda atto del problema e provveda quanto meno a rifare il manto stradale.


Giuseppe Oliva

Aversa, viale Europa ridotto ad una mulattiera ma l’amministrazione da priorità alle telecamere di sorveglianza.

Aversa 23/01/2013

Viale Europa ad Aversa è una delle tante strade alle quali non si dedica un minimo di manutenzione da almeno 10 anni, lo stato di questa importante arteria che collega i paesi a nord della città con il centro è pessimo, ci sono buche, avvallamenti e un asfalto liscio che rendono la circolazione stradale molto pericolosa.
Basta un minimo di distrazione per finire in una buca o slittare e finire addosso ad un’auto o peggio ancora ad un pedone, ma fino a quando è un’auto a finire in una buca al massimo si fa un danno ad una gomma, ma quando a finire nelle buche è un mezzo a due ruote come biciclette o moto la questione è molto più seria e a rimetterci la vita non ci vuole nulla.
Voglio ricordare che il comune di Aversa sta spendendo un bel pò di soldi pubblici per installare ben 4 telecamere di sorveglianza su questa strada.

Ma cosa devono sorvegliare, i fossi che nascono ogni giorno?

Ad Aversa sembra che le priorità siano quelle di spendere soldi per operazioni di facciata più che realizzare progetti per migliorare seriamente la vivibilità, mi domando non era più importante ripristinare il semaforo all’incrocio di San Lorenzo, ormai fuori uso da anni o rifare il manto stradale?

L’amministrazione di Aversa ogni anno spende migliaia di euro di denaro pubblico in rimborsi per insidie e trabocchetti, vogliamo scommettere che costerebbe meno tenere le strade in perfetta efficienza?

Inoltre la scelta di installare telecamere mobili comporta anche una maggiore manutenzione per via del continuo movimento alle quali sono sottoposte, questo è il motivo per il quale la maggior parte delle telecamere con questa tecnologia già installate in città sono ferme.

Bisogna anche capire chi provvederà a monitorare le telecamere, visto che fino a prova contraria la sala controllo dei vigili urbani dove confluiscono tutte le immagini chiude alle 21:00, inoltre i monitor sono installati nella stanza all’ingresso della caserma, dove c’è solo un vigile che smista le telefonate e riceve il pubblico e nessuno sembra essere designato al compito di monitorare le immagini per coordinare eventuali interventi, ma ancor più grave e che questi monitor sono esposti alla vista di tutti, sia vigili che comuni cittadini in violazione della normativa sulla privacy.

Giuseppe Oliva

Strisce blu, multa si o multa no? il balzello tra C.d.S. Ministero e Cassazione continua.

Aversa 12/01/2013

Le strisce blu si sono trasformate negli anni da strumento urbanistico nato per disincentivare l’uso delle auto private a mezzo per rinpinguare le casse delle società private e dei Comuni, le prime in cambio di pochi euro fittano le strade demaniali ricavandone un business enorme, mentre i Comuni spesso puntano più all’enorme numero di multe che emettono per mancato grattino o grattino scaduto, multe che in moltissimi casi non vengono pagate, è noto a tutti che l’80% di chi riceve una multa fa ricorso e di questi il 50% vince, finendo per costare allo stato e quindi ai cittadini una cifra che varia tra i 300 e 500 euro, allo stesso tempo i Comuni perdono miliardi di euro l’anno per essersi dimenticati di far pagare la TARSU e la TOSAP alle società che gestiscono le milioni di strisce blu in Italia.





Purtroppo l’Italia è sempre più il paese di Pulcinella, dove una Legge poco chiara viene stravolta dai Comuni con interpretazioni che spesso rasentano il ridicolo, come strisce blu formato puffo, oppure tracciate in posti assurdi come in curva o sui marciapiedi, per non parlare della fantasiosa interpretazione del fuori la carreggiata, che per molti significa solo tracciare una linea tratteggiata accanto alla linea blu che delimita lo stallo a pagamento, per finire alle strisce blu a ridosso degli incroci contravvenendo alla distanza minima prevista dal C.d.S. di 5 metri.
Alcuni esempi raccolti in giro per l’Italia possono dare il senso di quanto affermato:

A confondere ancora di più le idee ci si mette di mezzo la Cassazione che spesso capovolge le sentenze dei Giudici di Pace andando anche contro i pareri emessi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, purtroppo nei giudizi innanzi la Cassazione il cittadino non si presenta mai per svolgere azione difensiva per via degli enormi costi legati alle spese legali, praticamente e come rubare il gelato ad una neonato.

A nulla sono valse le tante modifiche apportate al C.d.S. in questi anni, infatti le stesse non hanno mai tappato la falla delle strisce blu.
Pare incredibile, ma è così. Il “nuovo” Codice della strada (quello del ’93) ha un baco che non si è riusciti a eliminare nonostante la settantina di modifiche che si sono succedute negli anni. Non lo si è fatto nemmeno in quelle che di fatto sono state le due riforme cui il testo è stato sottoposto: quella del 2003 (Dl 151/03, noto per la patente a punti) e quella in corso di discussione in Parlamento (il travagliato e famoso Ddl 1720).

Il baco riguarda la sosta nelle strisce blu.
La materia viene toccata dall’articolo 7, comma 1, ma in modo incompleto: si parla solo dell’obbligo di pagare, senza chiarire del tutto che cosa accade quando si resta parcheggiati anche oltre l’orario coperto dal pagamento.
Per metterci una pezza, molti tra vigili a ausiliari usano l’articolo 157, comma 6, che però si riferisce solo a quando non si espone il disco orario nei parcheggi gratuiti o non si aziona per nulla il parcometro in quelli a pagamento dove è prevista anche la limitazione del tempo di sosta.

Il buco è dovuto al fatto che ci sono diverse possibilità d’incrocio tra le varie modalità di parcheggio: gratis, a pagamento, a tempo limitato eccetera.

Gli esperti ne hanno contate una dozzina e le norme che istituiscono le sanzioni non le hanno contemplate tutte.

Il fatto gustoso è che queste sono cose note a tutti, non solo agli addetti ai lavori, infatti col tempo la conoscenza si è estesa anche al pubblico, fino addirittura a comparire in un libro destinato alla grande diffusione, “Io non pago”, un manuale per difendersi dalle multe curato da Emilio Ponticiello, avvocato che ricorsi di questo tipo ne ha presentati e vinti a raffica.

Appare evidente che si tenta in tutti i modi di difendere un business al quale i Comuni non sono disposti a rinunciare, basti pensare che le multe nelle strisce blu coprono il 70% del totale nazionale, i dati mettono i brividi e sfiorano le 10 milioni di multe l’anno..!!!!

Il Comitato Strisce Blu chiede al governo uno sforzo per regolamentare in maniera seria e senza possibiltà di errate interpretazioni la sosta a pagamento.

Giuseppe Oliva

Aversa gli sprechi continuano, pronti altri 17.000 euro per i 230 contenziosi derivanti dalle multe.

Aversa 12/01/2013


L’amministrazione comunale ha deciso anche per quest’anno di spendere 17.000 euro per affidare ad un avvocato esterno circa 230 cause per pendenze riguardanti infrazioni al C.d.S..

Stranamente è lo stesso importo del 2012 sia come cifra che come numero di cause, fatto molto strano e che potrebbe lasciar presupporre che le cause siano sempre le stesse e quello proposto è solo l’ennesimo spreco di denaro pubblico, visto che nel bando dell’anno scorso era previsto che l’avvocato seguisse le cause fino al giudizio finale.

Bando del 2012:

Voci ufficiali confermano che l’amministrazione è soccombente per il 50% dei contenziosi e visto che le spese in caso di soccombenza vanno da 250 a 350 euro, l’amministrazione si troverebbe a pagare per ogni contenzioso perso € 73,00 per l’avvocato esterno oltre a € 250,00 per spese con un totale di €323,00 che moltiplicato per il 50% delle cause affidate all’esterno fanno la bella cifra di € 74,290, mentre dalle vittorie non incasserebbe più di € 45,00 che sono il costo del verbale oltre alle spese che quasi sempre sono compensate in caso di vittoria per il Comune, a queste cifre vanno sommati i circa 400 i contenziosi che sono affidati all’Avvocato interno all’amministrazione.

In pratica se l’amministrazione facesse un condono per tutti i contenziosi potrebbe risparmiare un bel pò di denaro pubblico.

Ma c’è anche un’altro particolare che non quadra, nel 2012 le multe emesse erano oltre 30 mila l’anno a causa delle forzature della precedente azienda privata che gestiva le strisce blu, mentre da agosto di quest’anno con la gestione affidata ai soli ausiliari le multe sono diminuite di moltissimo, basti pensare che ad ottobre risultano spediti appena 276 verbali e non è chiaro come si possa prevedere l’affido dello stesso numero di contenziosi dell’anno precedente.

Il Comitato Strisce Blu chiede al Sindaco di verificare queste anomalie, anomalie che derivano anche dagli errori nel sistema sanzionatorio messo a punto dal dirigente preposto e che si protraggono da anni, lo stesso Comitato Strisce Blu ha vinto svariati ricorsi innanzi il G.d.P. con condanna delle spese a carico dell’amministrazione comunale.

Giuseppe Oliva

Aversa, fitti delle palazzine mai riscossi, buco da 10 milioni di euro.

Aversa 04/01/2013

10 Milioni di euro di fitti mai riscossi dalla palazzine di Aversa, il buco si è accumulato negli ultimi 25 anni, ma come mai le amministrazione che si sono succedute alla guida della città non hanno mai fatto nulla per regolarizzare la situazione?

Semplice, le palazzine di Aversa sono una fonte inesauribile di voti per chi aspira ad una poltrona in comune, questo lo sanno molto bene i vari politicanti che negli ultimi 25 anni hanno chiesto ed ottenuto sostegno dalle 132 famiglie che occupano gli alloggi popolari.

Questa situazione è stata ereditata dal neo Sindaco Sagliocco dalla precedente amministrazione targata PDL che nulla o poco ha fatto per risolvere il problema, tranne quello di accantonare i mancati introiti come perdita netta, ma una domanda nasce spontanea, la Corte dei Conti è a conoscenza di questa situazione?

L’attuale normativa prevede infatti la trasmissione di tutti gli elementi negativi del bilancio comunale, come spese per cause derivanti da multe, pagamenti per insidie e trabocchetti e perdite secche come gli affitti non incassati alla Corte dei Conti, ora se questa semplice regola è stata seguita non è chiaro il perché la Corte dei Conti non interviene per accertare eventuali responsabilità.

Ma forse ai politici fa comodo questa situazione, così alle prossime elezioni potranno andare di nuovo a fare la campagna elettorale promettendo in cambio di non intraprendere azioni legali per incassare i dovuti fitti.

Il Comitato Strisce Blu chiede al Sindaco Sagliocco e all’assessore al bilancio la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti onde accertare eventuali responsabilità di un danno erariale così ingente.

Giuseppe Oliva

Aversa: Natale con incidente in via Atellana.

Aversa 24/12/2012

Anche nel giorno di Natale via Atellana miete una nuova vittima, infatti un nuovo incidente si è verificato nella giornata odierna, ed è solo per un miracolo che nessuno si è fatto male.

L’auto che si vede a sinistra di colore azzurro non è riuscita a tenere la traiettoria in curva, a nostro avviso la causa è sicuramente dell’asfalto particolarmente usurato e basta un minino di umidità per trasformarlo in una lastra di ghiaccio.

I residenti della zona hanno più volte chiesto aiuto alla precedente amministrazione, purtroppo la sicurezza stradale è stato un miraggio fino ad oggi, purtroppo spesso la sicurezza stradale non viene vista come obbiettivo primario da parte della polizia municipale e sembra che l’unico numero che interessa veder crescere è quello delle multe.

Siamo a conoscenza dei problemi economici che affliggono le casse comunali, ma spendere soldi per installare le tante telecamere che stiamo vedendo in questo periodo senza preoccuparsi di rendere sicure le strade, ci sembra alquanto fuori luogo.

Speriamo che la nuova amministrazione tenga in maggiore considerazione la sicurezza stradale, cerchiamo di evitare altri lutti sulle strade.

Giuseppe Oliva

Aversa: allarme sicurezza stradale in via Atellana.

Aversa 02/12/2012

La buona manutenzione di strade e segnaletica fa diminuire gli incidenti in maniera considerevole, per questo il Sig. Mauro che abita ad Aversa in via Atellana ha pensato di segnalare all’amministrazione comunale i continui incidenti che avvengono proprio sotto casa, chiedendo giustamente un intervento.

Il Sig. Mauro abita nella curva a 90 gradi di via Atellana, un punto molto pericoloso a causa sia dell’asfalto liscio che rende pericolosa qualsiasi manovra anche a velocità bassissime, sia della pozzanghera d’acqua che si forma all’interno della curva e che provoca un acquaplaning che manda in testacoda le auto.

Le foto che il Sig. Mauro ci ha mandato riguardano alcuni dei tanti incidenti avvenuti in questo punto, la prima riguarda un incidente avvenuto in rettilineo e mostra due auto che si sono urtate dopo che una di esse aveva semplicemente toccato il freno per rallentare priva della curva, ma purtroppo l’auto è partita per la tangente.

La seconda mostra la curva pericolosa dove nel cerchio è segnalata u’auto finita sul marciapiede dopo aver perso il controllo causa dell’asfalto reso ancor più scivoloso da poche gocce d’acqua.

Chi ha mai fatto anche per una sola volta questa strada sa benissimo che il tratto è molto pericoloso e una delle cause principali riguarda proprio l’asfalto liscio, ma l’amministrazione comunale nel 2011 dopo aver effettuato un sopralluogo da questa disposta:
“Egregio Sig. Grosso Mauro, ho ricevuto dalla segreteria del Sindaco la Vostra segnalazione sulle problematiche di via Atellana e la richiesta di apposizione, su detta strada, di dossi anti velocità.
Da un sopralluogo effettuato giorno 11/03/2011 unitamente al Tenente Mezzacapo per verificare la situazione della segnaletica e del manto di asfalto della strada di cui trattasi è emerso che in 600/700 metri sono presenti:
a. 3 limiti di velocità (40 km orari) nella direzione Aversa-Cesa ed altrettanti nella direzione opposta;
b. 4 divieti di sorpasso;
c. pannelli di delineatori di curva lungo il ciglio;
d. segnale di pericolo e di presegnalazione di curva pericolosa ovviamente nelle due diretrici di marcia;
e. segnaletica orizzontale, doppia linea di mezzeria e le due linee di margine, ben visibili.
Per tanto credo di poter affermare che la segnaletica su via Atellana sia più che sufficiente a garantire la sicurezza stradale.
L’unica presidio per la sicurezza che si può aggiungere sono i markes stradali, anche detti occhi di gatto, che stanno dando una buona resa su tutte le strade dove li abbiamo installati. Per questo scriverò al Sig. Comandante per dargli l’indirizzo di procedere in tal senso, appena le fonti di Bilancio lo permetteranno.
L’asfalto è in condizioni accettabili, anche se ci sono alcune buche nel manto di asfalto che ripristineremo immediatamente e la pubblica illuminazione è in perfetto funzionamento.
La pericolosità della strada quindi non può essere imputata ne alla mancanza di segnaletica ne all’usura eccessiva del manto stradale ma evidente all’imprudenza e all’eccessiva velocità con la quale molti automobilisti la percorrono.
Per quel che riguarda l’istallazione dei dossi anti velocità il Regolamento di Attuazione del Codice della Strada (DPR 495/1992, come modificato dal DPR 610/96) all’Art. 179. (Art. 42 Cod. Str.) prescrive per i rallentatori di velocità:
“I dossi artificiali possono essere posti in opera solo su strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residences, ecc.; possono essere installati in serie e devono essere presegnalati. Ne è vietato l’impiego sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento” quindi su via Atellana non si possono istallare.
Dichiarandomi sua disposizione per qualunque ulteriore chiarimento Le porgo distinti saluti.”

La risposta lascia un pò perplessi visto che è innegabile che l’asfalto sia consumato, inoltre il limite di velocità dovrebbe essere di 30kh come prevede la delibera 157 del 2009, delibera che rende l’intero territorio comunale ZPRU.

Il Comitato Strisce Blu farà fare una perizia ad un tecnico specializzato sottoponendo di nuovo il problema alla nuova amministrazione sperando in una risposta meno evasiva e piè risolutiva.

Giuseppe Oliva

Multe nelle strisce blu, il comando di polizia municipale di Aversa reinventa il C.d.S..

Aversa 28/11/2012

Il comando di polizia municipale di Aversa in questi anni di polemiche sulle strisce blu ed il relativo sistema sanzionatorio ha sempre tirato fuori il coniglio dal cilindro, inventando spesso di sana pianta sistemi ed articoli per emettere migliaia di multe che non corrispondono alla vigente normativa.

Una delle principali mancanze è la mancata redazione del verbale di contestazione per eventuali infrazioni commesse sulle strisce blu, verbale previsto dal C.d.S. all’art. 200/201, la sua redazione è un fatto imprescindibile e deve essere firmato in originale dall’agente accertatore e consegnato al trasgressore che lo deve firmare come prova dell’avvenuta notifica, inoltre sullo stesso sono previste le eventuali dichiarazione che il trasgressore può far annotare all’agente accertatore.

Fin quì è quello che prevede la Legge e confermato da varie sentenze sia della Cassazione, come la n° 12384 del 2007, che dalla Corte dei Corti del Lazio, che con la sentenza 888/2012 ha condannato una società di parcheggio a rimborsare al Comune l’equivalente importo di € 39,00 per ogni penalina emessa al posto del verbale e bisogna far notare che ad Aversa di multine in 2 anni ne sono state emesse ben 100.000, con un mancato incasso per circa € 3.900.000,00.

Visto che sono moltissimi i cittadini che hanno ricevuto un verbale a domicilio per presunte violazioni delle norme del C.d.S. per aver sostato nelle strisce blu, il Comitato ha consigliato di fare richiesta del verbale in firma autografa conforme all’art. 200/201 del C.d.S., in molti non hanno mai ricevuto risposta, altri hanno ricevuto un semplice foglio stampato da un computer dove non vi era nessuna firma autografa dell’accertatore, ma pochi giorni fa un cittadino ha contattato il Comitato per comunicarci che era riuscito ad avere il famigerato verbale con la firma autografa dell’accertatore.

Incuriositi dall’improvvisa apparizione di un verbale in firma autografa abbiamo chiesto di farcelo visionare, ebbene non si tratta d’altro che dei soliti fogli stampati dal computer con in più la firma dell’ausiliare, che peraltro non assomiglia per nulla a quella apposta sulla penalina che il cittadino avrebbe dovuto trovare sull’auto.

Ora non è molto chiaro come l’ausiliare avrebbe potuto portarsi dietro una pesante stampante laser e un PC per compilare e firmare il presunto verbale al mometo dell’accertamento della presunta violazione al Codice della Strada, quindi è evidente che l’ausiliare ha firmato il verbale stampato presso il comando solo in un secondo momento, fatto questo che espone l’ausiliare ad una denuncia per omissione d’atti d’ufficio e forse qualcosa in più, visto che ha apposto una firma su un documento che andava redatto e firmato al momento dell’infrazione e non successivamente.
Riportiamo per intero i documenti che l’automobilista ha ricevuto:
Penalina con una firma molto poco chiara compilata in data 31/07/2012.

Verbale stampato dal computer riportante in calce una firma posticcia completamente diversa da quella apposta sulla penalina, anche il numero di matricola pare essere diverso dalla penalina.

A questo punto chiediamo all’amministrazione di fare chiarezza sul comportamento del comando di polizia municipale, visto che elevare sanzioni in difformità a quanto previsto dal Codice della Strada espone l’amministrazione ad enormi costi per sostenere le eventuali condanne..

Giuseppe Oliva

Strisce blu e multe: dove finiscono i nostri soldi?

Aversa 27/11/2012

Che le strisce blu siano una croce per gli automobilisti Italiani è un dato di fatto, del resto pagare per sostare su suolo pubbli e senza nessuno che ti custodisce il veicolo agli automobilisti Italiani non va proprio giù, per questo l’Italia detiene il triste record Europeo per numero di multe emesse, con un aumento negli ultimi 10 anni del 1525%.

Purtroppo l’Italia, grazie anche alla latitanza della classe politica che non riesce o non vuole legiferare in merito, permette ai comuni di inserire le multe nei bilanci come crediti da riscuotere, spesso però questi presunti crediti si trasformano in debiti per i milioni di ricorsi che le amministrazioni perdono a causa del mancato rispetto del C.d.S., tracciando strisce blu a destra e a manco senza nessun criterio o utilità.

Cerchiamo di fare chiarezza in merito alla corretta destinazione dei fondi derivanti dalla sanzioni al C.d.S..
Uno degli strumenti di cui lo Stato si avvale per far rispettare le proprie leggi e regolamenti è il sistema delle tante odiate multe. Una pratica che agli occhi del cittadino risulta, per usare un eufemismo, antipatica ma che nella realtà dei fatti è assolutamente indispensabile affinché si crei un deterrente che spinga l’automobilista a mostrarsi ulteriormente rispettoso e accorto nei confronti del codice della strada. Tra l’altro il meccanismo, secondo quanto stabilito dalla legge italiana, prevede che parte degli introiti provenienti dalle multe vengano reinvestiti per aumentare l’affidabilità e lo stato delle infrastrutture che interessano le vie di comunicazione stradale di competenza di qualsiasi ente.

Prima di entrare nello specifico e capire come vengono gestiti gli introiti derivanti dalle multe, occorre rimarcare che, nelle scorse settimane, nel decreto fiscale stabilito dall’attuale Governo presieduto dal professore Mario Monti, vi è stata inserita anche una parte che interessa le ammende derivanti da infrazioni del codice della strada. Essa interessa soprattutto gli enti locali e in particolar modo i Comuni. Questi se non presentano entro i tempi stabiliti dalla legge al Ministero delle Infrastrutture la documentazione necessaria vedranno ridursi del 90% gli incassi delle multe a loro favore.
Insomma il provvedimento Monti per le multe impone una maggiore attenzione alle amministrazioni locali che in caso contrario potrebbero veder ridurre drasticamente i propri introiti che in alcuni risultano essere una voce importante se non fondamentale del proprio bilancio.
Cerchiamo adesso di capire dove vanno a finire effettivamente gli incassi delle multe. La legge, come già anticipato sopra, prevede in particolare che il 25% del totale venga sia utilizzato per migliorare le condizioni delle strade con interventi costanti di manutenzione, sia per organizzare corsi all’interno delle scuole in cui si parla di educazione stradale. Il 12,5% per aumentare la qualità e la quantità dei controlli che vengono effettuati su strade e autostrade da parte delle varie forze dell’ordine e infine un altro 12,5% per migliorare la segnaletica stradale che spesso e volentieri risulta obsoleta e poco utile a evitare la nascita di sinistri.
Nella realtà dei fatti invece risulta che ci sia una sorta di speculazione sulle multe in quanto, secondo alcune ricerche in merito, tali incassi non vengono utilizzati per i suddetti fini ma per tutt’altre finalità a discrezione dei vari organi che li gestiscono. Occorre sottolineare infine che stiamo parlando di cifre molto importanti e ossia di 2 miliardi di euro l’anno.

Il Comitato Strisce Blu ha più volte richiamato l’amministrazione di Aversa alla corretta applicazione dell’art. 208, lo stesso prevede una specifica percentuale da spendere per alcune voci specifiche, purtroppo dalla documentazione in nostro possesso risulta che per alcuni anni con i fondi delle multe sono state pagate le assicurazioni delle auto, oppure cifre consistenti vengono utilizzate con una generica voce di bilancio “funzionamento servizi”.

Insomma una situazione tutta da chiarire, per questo invieremo una nuova richiesta al neo Sindaco Sagliocco invitandolo a dare a questo delicato settore quel minimo di trasparenza che fino ad oggi è mancato.

Giuseppe Oliva

Strisce blu ad Aversa, come mai il gruppo del PDL è contro la gestione in house.

Aversa 28/10/2012

Le strisce blu ad Aversa continuano a tenere banco, troppi sono gli interessi economici che si celano dietro le false promesse di voler migliorare la viabilità e il commercio, ma alla fine chi ci guadagna veramente sono solo le società private.

Sin dalla firma del contratto nel luglio 2009 il Comitato Strisce Blu ha denunciato le tantissime irregolarità e omissioni a carico della ATI formata da, SMART PROJECT, URBANIA e ICARO, si va dalla errata dimensione degli stalli e al loro posizionamento, ricordiamoci delle strisce blu disegnate su piazza Marconi dove vigeva il divieto di sosta, oppure le mini strisce in via E. Corcioni che erano di oltre 25 cm inferiori alle dimensioni previste dal C.d.S., che dire del sistema sanzionatorio fatto a base di penaline emesse a migliaia, le stesse non erano ne previste dal contratto ne dal legislatore, ma l’ex l’amministrazione ha chiuso più di un occhio e ha permesso alla società di emettere ben 156.000 penaline in 2 anni di cui 100.000 sono state incassate dalla ATI mentre oltre 50.000 sono diventati verbali per infrazioni al C.D.S..

Inoltre l’amministrazione guidata dall’ex Sindaco Domenico Ciaramella non era a conoscenza dell’obbligo di riscuotere la TARSU e la TOSAP dalle società di parcheggio, finendo per far perdere milioni di euro alle casse comunali, infatti è solo nel luglio 2010 e solo dopo che il C.S.B. ha sollecitato l’amministrazione ad applicare correttamente la Legge, che sono stati emessi i ruoli a carico della ICARO, per il periodo dal 2005 al 2009, poiché il periodo dal 2001 al 2005 si era ormai prescritto, e della SMART PROJECT per gli anni 2009/2010/2011 e 2012.

Le cifre sono da capogiro, l’amministrazione ha comunicato una cifra prossima ai 2 milioni di euro per la gestione dal 2009 al 2012, una cifra che ovviamente non è stata onorata dalla A.T.I., inoltre senza nessuna clausola scritta l’amministrazione ha applicato una riduzione sul canone annuale, portandolo da € 259.000,00 a € 221.000,00, cifra confermata dal documento che pubblichiamo di seguito.

Solo leggendo questi dati l’amministrazione è creditrice nei confronti della A.T.I. di più di € 2.200.000,00, ma non è finita quì, infatti una recente sentenza della Corte dei Conti del Lazio, la numero 888/2012, farebbe salire il credito vantato dall’amministrazione ad oltre € 6.000.000,00.

Infatti la sentenza in oggetto condanna la società che ha gestito la sosta a pagamento nel comune di Velletri, a rimborsare all’amministrazione gli importi delle multe non elevate a causa della gestione a mezzo delle penaline, in quanto le stesse non sono state previste dal legislatore e ogni penalina incassata dalla società privata equivale ad un mancato incasso da parte dell’amministrazione della relativa multa.

Questi dati sono pubblici e conosciuti da tutti, visto che sono disponibili sia sul sito del Comune che sulla stampa locale che ne parla da anni.
Ma allora come mai conoscendo i problemi che la gestione esterna ha creato c’è un gruppo del PDL Aversano che non è d’accordo con la gestione in house e vorrebbe quasi far rientrare la SMART PROJECT??

In effetti si stratta dello stesso gruppo che faceva anche parte anche della maggioranza che ha amministrato la città negli ultimi 10 anni, e che nulla ha fatto per impedire che una società privata si impossessasse della città, privatizzando le strade e consentendo alla stessa di emettere 150.000 penaline “illegali” e lasciando anche un debito nei confronti dell’amministrazione di svariati milioni di euro.

Il Comitato Strisce Blu consegnerà al Sindaco Sagliocco una dettagliata relazione sui dati economici, la stessa verrà trasmessa alla Corte dei Conti della Campania per accertare eventuali responsabilità.

Giuseppe Oliva

Strisce blu, esclusivo gli ausiliari finiscono nello stato di famiglia degli Aversani.

Aversa 16/10/2012

La sosta a pagamento a cosa serve??
Domanda semplice e forse banale, ma provate a fare questa domanda alle amministrazione che decidono di attuarle come ad Aversa, vi diranno che servono ad aumentare gli spazzi di sosta, a migliorare i commercio, vi diranno anche che servono a migliorare la viabilità.

Alla fine si finisce per non ottenere nessuno dei risultati previsti, ma pur di non ammettere i propri sbagli si prosegue finendo per affidare la gestione a ditte che spesso sono oggetto di indagine della magistratura, costringendo l’amministrazione ad annullare in anticipo il contratto.

Il risultato sono 13 ausiliari “LSU” che vanno tutelati altrimenti scoppia la rissa in comune.

Come fare per salvare capri e cavoli, l’amministrazione ha un’idea geniale, “affidiamogli direttamente il compito di vigilare sugli stalli di sosta”, ottimo ma quanto ci costa? o forse sarebbe meglio dire, quanto costa ai cittadini??

Siete curiosi??

Ebbene il costo che il Comune dovrà sborsare per mettersi a carico gli ausiliari è di € 46.850,00 iva e oneri compresi!!!

A questa cifra vanno aggiunti gli stipendi di ben 9 vigili urbani che a turno devono destreggiarsi con le migliaia di penaline “illegali come ha sancito la Cassazione”, che gli ausiliari vanno mettendo sui parabrezza di chi ha il grattino scaduto o mancante.

Facendo bene i conti 9 vigili a € 1.800,00 di stipendio fanno € 16.200,00, più € 46.850,00 per gli ausiliari, fanno € 756.600,00 l’anno.
Ma siamo proprio sicuri che le strisce blu ci servono?

Dimenticavo un dato fondamentale, le multe, quelle odiate bustine verdi contente la richiesta di € 48,50 per aver sostato su suolo demaniale pubblico e non aver messo l’odiato gratta e perdi.

Il Comitato Strisce Blu sperava in un maggiore dialogo con la nuova amministrazione, ma a quanto pare è cambiato il direttore d’orchestra, ma la musica è sempre la stessa.

Giuseppe Oliva

Multa alla scadenza del grattino. Il comitato Strisce Blu: È illegittimo.

Lecce 11/10/2012

Rimaniamo allibiti nel leggere su un quotidiano leccese che l’amministrazione comunale di Lecce è orientata ad eliminare l’avviso bonario per gli automobilisti che lasciano l’auto in sosta anche dopo la scadenza segnata sul grattino”.

Con queste parole, Roberto Spennato, responsabile regionale del comitato Strisce Blu, ha commentato le dichiarazioni dell’assessore al Traffico di Palazzo Carafa Luca Pasqualini, intenzionato ad eliminare l’avviso bonario per procedere direttamente con le multe a carico di chi non rinnova il grattino.

L’amministrazione di Lecce – ha continuato Spennato – dovrebbe innanzi tutto rispondere alle varie richieste di accesso agli atti che il comitato strisce blu ha fatto, senza avere mai nessuna risposta.
In secondo luogo, l’assessore dovrebbe informarsi meglio o quantomeno studiare un po’ di più.
L’ultima circolare del Ministero dei Trasporti, e per chi non lo sapesse è il ministero che ha fatto il codice della strada, dice chiaramente, senza ombra di dubbio e senza interpretazioni, che a grattino scaduto la multa non si può fare.

Da una missiva indirizzata al comitato Strisce Blu, risulta che il dirigente del Ministero dei Trasporti Sergio Dondolini, abbia confermato: “La sosta che si protrae oltre l’orario corrispondente all’importo pagato, quale risulta dalla ricevuta regolarmente esposta, configura solo una inadempienza contrattuale, con conseguente recupero delle ulteriori somme dovute, ed eventuale penale a carico dell’inadempiente, da fissare con apposito regolamento comunale, come peraltro sancito dall’art. 17 c. 132 della L n. 12711997″.
Si riporta per intero la risposta del MIT:


Insomma, niente multa, ma recupero della somma dovuta.
Si può procedere al recupero della somma – ha spiegato Spennato – tramite il legale, se questo poi convenga o meno alla ditta, è un loro problema.

Di sicuro c’è che la multa elevata a grattino scaduto se la zona è in concessione è illegittima e per tanto va contestata.

Aversa: polemiche sul capannone, il CSB attenzione struttura non idonea ad una palestra.

Aversa 11/10/2012

Attenzione agli sprechi di denaro pubblico, perchè il CONI pare abbia bocciato la trasformazione in palestra di questa struttura in quanto non sarebbe possibile realizzare le obbligatorie uscite di sicurezza, inoltre l’unico accesso possibile alla struttura può avvenire solo frontalmente abbattendo il muro che da su via Saporito, in quanto tutto intorno è proprietà privata…

Ma un’altro serio problema è capire se la struttura è attualmente utilizzata dalla ditta privata che vende igienici, le polemiche vanno avanti da anni e non è molto chiaro il perchè l’amministrazione non ordina un sopralluogo per capire se la struttura viene utilizzata da un privato.
Vi riproponiamo il video girato del 2010:

Discorso a parte sono le tante promesse fatte dall’ex amministrazione sull’acquisizione della struttura per farne palestra, infatti a più riprese ne era stato annunciato l’acquisto, mentre allo stato attuale pere che sia stato versato solo l’anticipo e c’è anche il serio rischio di perderlo visto che sembrano scaduti i termini.

Il CSB chiede al neo Sindaco Sagliocco di andare in fondo a questa questione, i cittadini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i soldi pubblici.

Giuseppe Oliva

Strisce blu istruzioni per l’uso, il CSB interroga il Ministero.

Aversa 10/10/2012

Strisce blu istruzioni per l’uso.

Il Comitato Strisce Blu a seguito dell’enorme nebbia che offusca la mente delle amministrazioni comunali in materia di sosta a pagamento, ha deciso di chiedere direttamente a coloro che hann scritto le regole, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come va applicata la Legge.

Il CSB sono anni che denuncia le irregolarità nella gestione della sosta a pagamento in molte città, la battaglia è cominciata ad Aversa anni fa, ma a causa della sete ecomonica dell’amministrazione non c’è stato mai dialogo, alla fine le denunce sono finite in tribunale.
Speriamo che con la nuova giunta guidata del Sindaco Sagliocco si possa avere un dialogo maggiore, ma soprattutto che si possa realizzare un piano parcheggi e un sistema sanzionatorio che rispetti le attuali Leggi.

Ad Aversa di irregolarità ne sono state riscontrate moltissime, si va dalla non corretta dimensione degli stalli, al loro posizionamento troppo a ridosso degli incoroci oppure tracciate su aree private.
Irregolarità molto più gravi sono state riscontrate nel sistema sanzionatorio messo in atto dall’amministrazione, infatti non è molto chiaro il perchè nonostante le vittorie conquistate innanzi il Giudice di Pace l’amministrazione continua a sanzionare con articoli di Legge che non riguardano la violazione delle norme della sosta a pagamento, oppure si continua ad utilizzare la cosiddetta multina non prevista da nessuna normativa e bocciata anche dalla Cassazio, o ancora si continua a non fornire copia del verbale in firma autografa, unico atto che provi l’avvenuta infrazione.

Il CSB non è contrario alla possibilità che tramite una penale si possa sanare l’eventuale sosta non pagata o insufficiente, ma la Legge attuale non consente di tramutare questo preavviso in una sanzione al Codice della Strada.

Per evitare qualsiasi interpretazione personale il Comitato Strisce Blu ha interrogato direttamente il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si tratta del Ministero competente a dare la corretta interpretazione delle norme del Codice della Strada, Ministero al quale si rivolgono spesso anche i comuni per evitare contenziosi.
Allo stesso è stato chiesto se è utilizzabile l’art. 157 comma 6 e 8 per chi sosta senza esporre il ticket, o se la multina prevista ad Aversa in sostituzione del verbale fosse valida, oltre ovviamente alla corretta dimensione degli stallidi sosta, la risposta reca il numero di protocollo 3699 del 25/06/2012, riportiamo per intero quello che il Ministero ci ha risposto.

Gli errori rilevati costano un bel pò di soldi pubblici in spese legali, come dimostrano le delibere di pagamento approvate di recente e che si riferiscono proprio alla cause perse in tribunale, per alcune di queste cause era stato chiesto anche l’annullamento in autotutela per evitare ulteriori costi, ma pur di non ammettere gli errori commessi ci sono stati respinti.

A questo punto giriamo la domanda al Sindaco Sagliocco che ha anche la delega ai parcheggi, chiedendo perchè sono 10 anni che si continuano a commettere errori nella gestione della sosta a pagamento e nell’applicazione del sistema sanzionatorio?

Giuseppe Oliva

Incassi delle multe divisi con i privati, la denuncia del Comitato Strisce Blu.

01/10/2012

“Gli incassi delle multe, nel Comune di Ugento, vengono utilizzati in maniera illegittima”. A dirlo è il responsabile del Comitato Strisce Blu della Puglia Roberto Spennato, il quale, con una denuncia al Comando dei carabinieri di Ugento e al Ministero dei Trasporti, spiega i motivi della sua iniziativa. “Da 10 anni – ha spiegato Spennato -, il Comune di Ugento, attraverso gli ausiliari del traffico, sanziona gli automobilisti.
I proventi delle sanzioni dovrebbero poi essere distribuiti tra Stato e Comune, gli introiti derivanti dalle infrazioni nelle zone di sosta a pagamento dovrebbero poi essere reinvestite nel rifacimento delle strade.
L’amministrazione di Ugento, invece, ha un accordo con la ditta privata Park Signal srl – che gestisce le aree di sosta -, la quale percepisce il 35% più IVA degli incassi”.
Il responsabile del Comitato Strisce Blu si appella all’articolo 208 del Codice della Strada, che parla del reinvestimento dei proventi delle multe.
Potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale, miglioramento della sicurezza stradale, interventi di sostituzione, di ammodernamento, di potenziamento, di messa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade.
Queste le finalità dettate dalla legge.
Secondo Spennato, invece, si tratterebbe di appropriazione indebita della percentuale. “La ditta percepisce già il suo compenso in percentuale sull’incasso dei parcometri.
Le multe non si dovrebbero toccare: una parte va allo Stato e l’altra al Comune, che le deve debitamente reinvestire”.
“Il Comune di Ugento – si legge, infine, nella denuncia – ha deliberato e stipulato con contratto, di riconoscere per il servizio delle funzioni di accertamento delle violazioni sulla sosta, alla concessionaria attuale ditta Park Signal srl da Galatone, un importo parametrizzato al 35% + IVA , delle sanzioni correttamente emesse dai propri ausiliari della sosta, contravvenendo all’art.208 del CDS.
Questa violazione all’art.208 ha permesso, sin dal 2003, data di istituzione delle strisce blu ad Ugento, la sottrazione di risorse dalle casse comunali con conseguente danno erariale nonché danno ai cittadini”.
Il Comitato Strisce Blu rimane in attesa di un intervento da parte delle autorità.


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